Il percorso in questione è una porzione straordinaria della Via Appia Antica e del circostante Parco Regionale, situata nella zona sud-est di Roma (all’altezza di Tor Fiscale, Quarto Miglio e Statuario). Il tracciato interseca monumenti di primaria importanza della Roma imperiale e medievale che sono:
- Il Mausoleo di Cecilia Metella e il Castrum Caetani
Situato poco distante dal punto più a nord-ovest del tracciato, è uno dei simboli della Via Appia. E’ una monumentale tomba romana a forma di cilindro costruita nel I secolo a.C. per una nobile matrona romana, figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico (conquistatore dell’isola di Creta) avvezza ad un tipo di vita agiata e scaltra. Nel Medioevo (XIV secolo), la famiglia Caetani lo trasformò nel mastio di un vero e proprio castello fortificato (Castrum), edificando una cinta muraria e una chiesa (San Nicola) che fungevano da posto di blocco per riscuotere il pedaggio sulla strada. - Il Complesso di Massenzio
Una immensa area archeologica risalente al IV secolo d.C. All’interno si trova il Circo Romano meglio conservato al mondo. Poteva ospitare circa 10.000 spettatori per le corse dei carri. Troviamo poi il Palazzo Imperiale, ossia le rovine della residenza privata dell’imperatore Massenzio ed infine il Mausoleo di Romolo cioè la tomba a pianta circolare (sul modello del Pantheon) dedicata al giovane figlio dell’imperatore, Valerio Romolo, affogato nel Tevere. - La Villa dei Quintili
E’ stata la più grande villa residenziale del suburbio romano. Apparteneva ai ricchi fratelli Quintili (consoli nel 151 d.C.). L’imperatore Commodo, desideroso di impossessarsi delle loro immense ricchezze e della villa, fece uccidere i fratelli con l’accusa di cospirazione e trasformò la proprietà in una residenza imperiale, ampliandola con un enorme impianto termale e un ninfeo monumentale. - Il Parco degli Acquedotti e Tor Fiscale
E’ un’area dominata dalle monumentali infrastrutture idriche romane e dalle fortificazioni medievali. Infatti si possono vedere i resti di ben 7 acquedotti romani e papali (tra cui l’Aqua Claudia e l’Anio Novus), le cui arcate sovrapposte creano il classico panorama della campagna romana. Tor Fiscale è invece una torre di avvistamento medievale (XIII secolo) alta circa 30 metri, costruita nel punto esatto in cui gli acquedotti Claudio e Marcio si intersecavano, creando una struttura fortificata naturale sfruttata fin dai tempi delle guerre gotiche. - La Via Appia Antica (Regina Viarum)
Celebrata dal poeta Stazio come Regina Viarum (la regina delle strade), è una delle più grandi opere di ingegneria civile del mondo antico. La sua storia unisce strategia militare, espansione economica e una millenaria stratificazione monumentale.
La strada fu iniziata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, da cui prende il nome. Non nacque per il commercio, ma come una vera e propria autostrada militare. Roma era infatti impegnata nelle dure Guerre Sannitiche e aveva bisogno di spostare rapidamente le legioni verso il sud Italia. Quindi fu realizzato dapprima come un strada rettilinea quasi perfetta che collegava Roma a Capua (circa 132 tappe o 195 km), poi con il consolidarsi del potere romano nel meridione e la successiva conquista della Grecia, la via venne progressivamente prolungata raggiungendo nel 190 a.c. la città di Brindisi in Puglia dove termina. Da qui salpavano navi merci, eserciti e viaggiatori diretti in Grecia, Egitto e in Asia Minore. L’Appia si trasformò così nella più importante arteria commerciale dell’Impero. L’Appia fu la prima strada romana concepita con criteri moderni per essere percorribile con ogni tempo: Era larga circa 4,1 metri (sufficienti per il passaggio contemporaneo di due carri). Era affiancata da marciapiedi in terra battuta (crepidines). La pavimentazione era una meraviglia tecnica: una fondazione di pietra e malta coperta dai celebri basoli, grandi blocchi lisci di pietra vulcanica (selce) perfettamente incastrati tra loro per far defluire l’acqua. Poiché la legge romana (Lex Duodecim Tabularum) vietava di seppellire o cremare i morti all’interno delle mura cittadine, i nobili romani iniziarono a costruire i propri monumenti funebri lungo i primi chilometri dell’Appia fuori Porta Capena.
Con la diffusione del Cristianesimo, il sottosuolo dell’Appia fu scavato per creare immensi labirinti di catacombe (San Callisto, San Sebastiano), dove vennero sepolti i primi martiri e pontefici.
Dopo decine di anni di battaglie ambientaliste la via è protetta dal Parco Regionale dell’Appia Antica ed è stata ufficialmente dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2024. - Catacombe di San Sebastiano
Le catacombe di San Sebastiano traggono il loro nome dalla originaria cava di pozzolana detta ad catacumbas, un termine che ha generato la parola moderna “catacomba”. Il sito, che ospitò temporaneamente le reliquie di Pietro e Paolo e la sepoltura di San Sebastiano, è l’unico complesso catacombale romano a essere rimasto sempre accessibile e noto nel corso della storia. L’inizio della costruzione risale al II secolo d.c. Nel III sec d.c. nasce l’area Memoria Apostulorum per il culto dei santi Pietro e Paolo. Nel IV sec. d.c. venne sepolto il martire San Sebastiano e si ampliarono le gallerie sotterranee. Infine nella prima metà del IV sec. d.c. l’imperatore Costantino iniziò la costruzione della Basilica sovrastante.
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