Ciclabile delle Dolomiti da Calalzo a Cortina

Pedalata da Calalzo di Cadore fino a Cortina d’Ampezzo e ritorno al punto di partenza a causa di un peggioramento delle condizioni metereologiche. In effetti è stato un ritorno forzato poichè la Ciclabile delle Dolomiti parte da Calalzo/Pieve di Cadore (paesini molto vicini tra loro) e termina a Dobbiaco raggiungendo il suo punto si altezza massima in corrispondenza del valico di Cimabanche dove si toccano i 1530 mt e che segna anche il passaggio dalla regione Veneto a quella del Trentino Alto Adige per poi ridiscendere nuovamente a 1200 mt. nella meta finale di Dobbiaco. In sintesi questa ciclabile si può fare in una giornata percorrendo complessivamente tra andata e ritorno 139 Km e 1250 mt. di dislivello totale che sarebbe stato appunto lo scopo della mia uscita, interrotta mio malgrado dal cattivo tempo . Partendo quindi dalla stazione del treno di Calalzo si sale rapidamente da 730 mt. a 810 mt. in meno di 1 km e ci si immerge subito nella vista spettacolare delle Marmole, montagne altissime sulla Conca di Cadore ma che vedro’ spesso lungo questo tracciato prima di arrivare a Cortina e che attraverserà tanti paesini come Valle/Venas di Cadore, Peaio, Vodo/San Vito di Cadore, Dogana Vecchia (piccola cittadina che fino alla fine della prima guerra mondiale segnava il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico) e Zuel.
Principali protagonisti di questa mia avventura sono state le gigantesche montagne del Monte Antelao (3264 mt.) e del Monte Pelmo (3172 mt.) situati uno di fronte all’altro lungo il tratto della ciclabile che va da Peaio fino a San Vito di Cadore ed il Fiume Boite che alimenta il bacino artificiale del Lago di Vodo di Cadore. Non meno importanti anche le stazioncine e le gallerie che ho attraversato dove prima transitava la ex-ferrovia a scartamento ridotto Calalzo/Dobbiaco (antica tecnica costruttiva delle linee ferroviarie montane dove c’erano percorsi molto tortuosi e sinuosi che utilizzavano treni a ruote piccole). A fine giro mi sono poi concesso un’ultima sosta prima del rientro, a Pieve di Cadore in corrispondenza del Forte Monte Ricco situato a 953 mt. da cui si ha una bellissima panoramica delle due vallate del Piave e del Boite che qui ai piedi del monte omonimo si incontrano, ma che principalmente ha rappresentato una struttura difensiva utilizzata fino alla Prima Guerra Mondiale contro l’Impero Austro -Ungarico, dotata di ben 4 cannoni e altrettanta artiglieria a tiro rapido per la difesa delle mura e del fossato. Inoltre il forte è stato nel XV° secolo anche la sede del Doge della Serenissima Repubblica di Venezia. Complessivamente la ciclabile delle Dolomiti in questo prima metà del percorso, si presenta con molti pezzi asfaltati e poco sterrato, concentrato quest’ultimo prevalentemente in qualche chilometro prima dell’arrivo a Cortina d’Ampezzo nella quale mi sono concesso un breve riposo “rifocillatorio” al Bar/Hotel Ciasa Lorenzi.

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